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MeTagg e BeeTagg: un tentativo di lucrare su qualcosa che può esser realizzato gratuitamente.

November 28th 2009 | Scritto da bigo72

Denuncia? Naaaaaa, semplicemente quattro risate tra amici per esserci accorti che c’è chi tenta di sfruttare la pappa pronta proveniente dal lavoro degli altri.

Parto dall’inizio: tutto comincia ieri pomeriggio, quando, in occasione di una delle mie scorribande per centri commerciali, reparto elettronica, in occasione di una delle mie crisi d’astinenza da geek-stuff, attira la mia attenzione l’espositore mostrato in questo video:

L’espositore non dice nulla che spieghi esattamente di cosa si tratta e le mie scorribande per reparti d’elettronica dei centri commerciali di solito non si concludono con un acquisto, sono appagato dal semplice gironzolare (sarò folle?) … ergo non compro, ma sono profondamente incuriosito (anche perchè vorrei sapere assolutamente a chi appartiene quella mano dalle unghie così incredibilmente sexy!).

Già sul posto, grazie all’iPhone, avevo sGoogleggiato un tantino “metagg” e tra i risultati avevo trovato BeeTagg, ma non ci avevo fatto molto caso.

Ecco che, una volta a casa, mi faccio una cultura sui codici bidimensionali e proprio il video qui su ci fa vedere, immediatamente sfocata, un’immagine di un’applicazione per iPhone che funge da reader per i codici in questione.

Insomma, il video parla (poco) chiaro, Megamente ha avuto l’idea di sfruttare economicamente ciò che BeeTagg ci offre in maniera completamente gratuita: la possibilità di creare delle card personalizzate.

Un giro nel sito di BeeTagg e ci rendiamo conto di quanto è facile generare una card, scaricarne l’immagine e caricarla dove ci pare (siti, blog) oppure stamparla sul nostro biglietto da visita, con tanto di logo al centro o la nostra foto, o quello che ci pare, o ancora su etichette adesive, proprio come fa Megamente, per incollarle in giro per la città …..  altro che MeTagg!!!

Quindi le operazioni sono semplici: generare il codice su BeeTagg (utilizzo davvero a prova di idiota), scaricare l’immagine e farne l’uso che più si ritiene opportuno. Per leggere i codici, invece, basta scaricare l’applicazione più adatta al nostro telefonino da questa pagina, seguendo uno dei metodi riportati (sms, link o AppleStore).

A questo punto ci basta fare una foto ad un codice perchè sia scansionato in pochi secondi e mostri le informazioni in esso contenute.

Provare per credere scansionando l’immagine qui sotto.

SenzaPagare-BeeTagg

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7 commenti in “MeTagg e BeeTagg: un tentativo di lucrare su qualcosa che può esser realizzato gratuitamente.”

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Io le ho acquistate; dopo uno scetticismo iniziale, ho trovato l’idea delle card veramente carina.

E’ vero è possibile generarsi i beetagg gratuitamente, ma nelle bustine a 9 euro trovi 20 codici già stampati su adesivo ed altrettante card personalizzabili, insomma replicare autonomamente tutto “in casa” mi sa veramente di pippa infinita, e non penso che il risultato finale sia lo stesso, almeno se mi ci dovessi mettere io con la mia stampante.
Inoltre ho googleggiato anche io ed ho visto sul sito del Beetagg (http://www.beetagg.com/customers/default.aspx) che Megamente è partner ufficiale per l’Italia della connvision, distributore della tecnologia, quindi non so quanto questa iniziativa commerciale sia discostata dalla “casa madre”, per intenderci…
Ne ho comprate delle bustine anche per mia figlia; certo è una cosa nuova, io almeno non ne avevo mai sentito parlare in precedenza, ma vista così, per quello che me ne intendo, mi sembra una bella iniziativa per diffondere l’utilizzo dei codici bidimensionali anche fra gli utenti medi come me, che fino a ieri non ne sapevo niente

Paolo

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Anche io ho googleggiato ulteriormente ed ho scoperto una marea di altri codici simili, c’è da farsi una cultura!
Per quanto riguarda MeTagg, ciò che è fraudolento, a mio parere, è il fatto che non si chiarisce che si tratta di un servizio, per così dire, di semplice stampa (perchè è quello in fin dei conti, partner italiano o no). Chiunque può cercare di vendere foto di Topolino scaricate da internet, liberissimi di comperarle coloro che non vogliono mettersi a stamparle da sè, ma se le vende come pezzi unici ed esclusive il discorso cambia.
Megamente non è chiaro nel suo video, nè tantomeno nelle spiegazioni dell’espositore dell’Euronics, lascia intendere che si tratta di un servizio concesso da lei e nel video non rimanda all’apple-store, ma ad un sito che poi ti manda sull’Applestore, come se l’applicazione (completamente free) fosse esclusivo diritto di chi acquista le etichette.
Questo mi ha dato fastidio, tutto qui.

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Io l’ho comprato a Livorno e lo sto usando in palestra per coinvolgere tutti gli iscritti su diverse iniziative. A me piace l’idea e sinceramente la trovo innovativa (almeno per me che sono ignorante in materia..)…

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Elena77, è certamente innovativa, immagina che meraviglia poter diffondere link e propri contatti chiedendo ai destinatari solo di scattare una foto! Hai presente quando un amico ti chiede di dargli il tuo numero? Il minimo è nome-cognome-numero, se ha un cellulare senza tastiera estesa ci mette in media due o tre minuti per memorizzare il tuo contatto.
Con i BeeTagg basta un click e ti ritrovi in rubrica contatto e sito web, foto, indirizzo, tutte le info possibili e immaginabili!
Solo, informa i tuoi iscritti che un’alternativa gratuita esiste, al solo costo di spendere un po’ di tempo a stampare, oltretutto senza limiti di click, visto che MegaMente, con i suoi MeTagg, ti da un massimo di 200 click, dopo di che la card smette di funzionare fino a quando non compri un’altro pacchetto estendendo l’uso ad altri 200 click. Con BeeTagg il numero di click è infinito, se ti crei un account puoi generare un numero infinito di codici filtrando le informazioni (se vuoi comunicare solo il tuo sito web ne pubblichi uno, se vuoi comunicare il tuo indirizzo o solo la tua foto o che so io, ne pubblichi un’altro e così via).
Se usi questi codici e li diffondi alle condizioni di MegaMente, a lungo andare diventa una spesa costante e a dir poco esosa, immagina la pubblicazione del MeTagg della palestra su un giornale quotidiano a scopo pubblicitario, 200 click non sono nulla!

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certo, il beetag si puo’ creare on line gratuitamente

ma, se tu ti fossi informato A FONDO prima di scrivere qua e la cose alla rinfusa, avresti saputo che:
a: i codici generati automaticamente on line NON HANNO LA GARANZIA del funzionamento, del collegamento, della permanenza nel tempo e sopratutto DELL’UNIVOCITA’ del codice
invece, i metagg son tutti “certificati”

b: nei 9 euro e rotti di costo totale della bustina, oltre al mero beetag acquisti anche il servizio del backoffice di http://www.metagg.it da dove poter cambiare il link al metagg ogni qualvolta che vuoi, dove puoi monitorare le statistiche di accesso al tuo betagg, dove puoi ricaricare con l acquisto di altre bustile il credito del tuo primo metagg che già hai distribuito

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Se invece tu ti fossi informato A FONDO prima di commentare, avresti scoperto che BeeTagg offre esattamente i servizi che tu dici non offrire, garantisce l’univocità e la permanenza nel tempo (vorrei che definissi meglio la parola “certificati”, bel parolone, ma per dire cosa?), anche senza un account. Se poi ti iscrivi, sempre gratuitamente, creando un account, hai anche la possibilità di creare più di un profilo, con diverse card (cosa che MeTagg non fa) avendo a disposizione una dashboard per organizzarle e modificarle, quindi ti offre anche la possibilità di cambiare le informazioni contenute in ogni singola card da te editata.
Se vuoi continuare a pagare l’aria, liberissimo di farlo, io personalmente preferisco respirare gratis ;-)

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Ritengo comunque, secondo la mia opinione, che il costo di metagg non sia da ricondurre alla creazione del codice, che come dice bigo risulta gratuita sul sito…quanto al pacchetto fisico con le card, ai codici adesivi, ed al servizio online che, localizzato in italiano ed assistito, ti permette una gestione veloce dei codici e delle associazioni ai link.

Non vedo nessun scopo di lucro su qualcosa che è gratis in tutto ciò, solo semplice business e promozione ; ad oggi non avrei mai saputo molto dei codici bidimensionali se non avessi notato l’espositore nei centri euronics…

Questo per dire che penso che ci sia dietro anche un tentativo di diffusione nell’uso quotidiano di una tecnologia ancora sconosciuta ai più

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